Disegno di Nanette, gatta grigia dagli occhi gialli
Racconti tragicomici

Io e Nanette è una serie di racconti che nasce dall’esigenza di navigare il dolore della perdita, attraverso il narrare del quotidiano di una famiglia che da un meraviglioso numero dispari contenuto nel cinque, si è ritrovata a fare i conti con la sottrazione di un uno. Questa è la nostra storia. La storia di un lutto e della sopravvivenza che ne consegue.

Illustrazione di una donna con Nanette distesa sulla testa

Il progetto

Ho scelto di scrivere questa serie tragicomica sulla nostra vita per lasciare una traccia di quello che abbiamo vissuto dopo la morte di mio marito.

Spero che un giorno i miei figli, ormai grandi, possano sorridere amorevolmente leggendo Io e Nanette.

Oggi vorrei far sentire meno sole tutte quelle persone che affrontano, come noi, il dolore della perdita.

Nanette è una piccola British Shorthair arrivata nella nostra casa il 24 dicembre 2025.

Estratti

Illustrazione del racconto numero 2: una ragazza e Nanette davanti all'albero di Natale

Racconto n. 2

La accudisco per senso del dovere. Certo, trovo che sia una bella gatta. Ma a questo dato oggettivo non posso aggiungere dell’altro. Mi avevano avvisata.

«Nei primi giorni non mangerà, non cacherà, non la vedrete sbucare facilmente dalla cuccia». Cibo e cacca a parte, non mi dispiaceva che se ne stesse rintanata per la maggior parte delle ore. Sono stata chiara fin dall’inizio. Stai al tuo posto che io starò nel mio.

Quando andammo a prenderla, Ludovico reggeva l’ombrello con la mano destra e con l’altro braccio mi teneva ancorata sotto il raggio perimetrale. Quella era una vicinanza anomala, quasi forzata. Un figlio adolescente ti trattiene a sé in quel modo per rivendicare il diritto di uscire con gli amici la Vigilia di Natale o per un fattore esterno al nostro rapporto. Non stringeva me. Ma l’idea di protezione che andava annidandosi nel suo istinto di futuro uomo.

«Avvicinati. La gatta può ammalarsi se entra dentro ’sta cosa zuppa».

Continua sulle pagine social Io e Nanette

Scritto da

Valentina Abbate, classe 1981, lavora nel mondo della comunicazione da oltre vent’anni. Vive con i suoi tre figli in un piccolo paese del Centro Italia. Spera che un giorno Io e Nanette possa diventare un libro stampato, per annusarne le pagine in una delle tante librerie d’Italia.

Disegnato da

Andrea Abbate, classe 2006, studia disegno all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Spera che un giorno possa diventare un grande fumettista. Andrea è il nipote prediletto di sua zia Valentina.